PROBLEMA DELLA CULTURA E DELLA SCUOLA IN GRAMSCI

DI RICCARDO PONTICELLI

Seguendo la formazione del pensiero di Gramsci, come propone Manacorda, troviamo l'idealismo crociano, il socialismo unito ad un sentimento di ribellione sociale derivantegli dalla sua esperienza personale.
Per quanto riguarda il socialismo, Gramsci si batte per una interpretazione non deterministica di
Marx e a tal proposito sottolinea l'importanza della volontà umana che necessariamente deve tradursi in azione ; dunque un'azione che sia culturale e una cultura che sia attiva.
E della cultura Gramsci sottolinea il momento soggettivo e contemporaneamente l'organizzazione oggettiva... La struttura oggettiva è rappresentata dalla scuola come luogo di elaborazione culturale, appunto. Eccoci dunque al problema della scuola.
Gramsci entra in polemica
contro la scuola del suo tempo, polemica che deriva dalla sua esperienza diretta e dal ricordo di una scuola autoritaria e discriminante e di cui egli denuncia l'arretratezza e il carattere classista.

"La cultura è un privilegio, la scuola è un privilegio" ;
mentre invece
"tutti i giovani dovrebbero essere uguali dinanzi alla cultura .".

Perché ciò sia possibile dovrebbe essere
superata la divisione tradizionale della scuola in CLASSICA e PROFESSIONALE, accentuata dalla riforma Gentile.
Con la riforma Gentile il liceo classico viene riportato al centro della scuola italiana, rendendola severa, selettiva e aristocratica : una vera e propria palestra di futuri dirigenti. Perciò mentre la scuola classica con la sua educazione alla disciplina e all'organizzazione intellettuale era concepita unicamente per le classi dominanti e per gli intellettuali, quella professionale invece per le classi strumentali (gli operai). La scuola professionale è espressione della civiltà moderna in cui le attività pratiche sono diventate così complesse e le scienze si sono talmente intrecciate alla vita da portare ad una sempre maggiore specializzazione della scuola .
La soluzione per eliminare il distacco tra scuola classista e professionale sarà allora la creazione di "una scuola unica, iniziale, di cultura Ordine Nuovo generale, umanistica e formativa" che contemporaneamente porti ad uno sviluppo delle capacità intellettuali e di quelle "manuali" (attività tecniche) : è questa la
scuola unitaria. I suoi fini dovranno essere : una formazione intellettuale e pratica ; autonomia degli allievi nell'iniziativa ; l'immissione dei giovani nel mondo del lavoro e nella società con un certo grado di maturità e capacità : al riguardo diversamente dalla riforma Gentile che prevede una scelta precoce tra immissione nel mondo del lavoro e prosecuzione degli studi all'università, Gramsci ritiene utile ritardare il più possibile questo momento garantendo a tutti una formazione umana. La scuola unitaria dovrà rendere poi autonomi nell'organizzazione dello studio proponendo un "metodo di ricerca e di conoscenza". Sarà una scuola pubblica gratuita articolata nel seguente modo : 

Scuola Primaria (3-4 anni) ;
Scuola Media (6 anni).

L'intero corso dovrebbe concludersi verso l'età di 15-16 anni ; al fine che esso non risulti troppo faticoso è necessario lo sviluppo di una rete di Asili d'infanzia e di altre strutture che abituino i bambini ad una certa disciplina collettiva e che portino all'acquisizione di nozioni prescolastiche. Abbiamo poi
una evoluzione del pensiero di Gramsci anche in seguito alla Rivoluzione russa, per cui al ruolo della scuola si affianca quello del partito nella formazione della classe lavoratrice (Partito come intellettuale collettivo). Dunque stretto sarà il rapporto tra cultura, società e politica : la prospettiva ideale è l'unificazione culturale dell'umanità. Ruolo degli intellettuali dovrà essere quello di intermediari tra masse e dirigenti nella prospettiva di una società senza classi. Il contributo della scuola sarà quello di portare all'identità tra governanti e governati e di offrire a tutti i giovani la possibilità di realizzare la loro piena formazione intellettuale e morale. Dovrà dunque esserci uno stretto rapporto tra educazione ( o pedagogia) e politica. Elemento fondamentale della scuola è la combinazione di libertà e disciplina. Apriamo a questo punto una breve parentesi per spiegare cosa intenda Gramsci per disciplina : la disciplina è intesa come coercizione e sforzo, che si traduce in un'educazione che riesca a combinare le sollecitazioni naturali (la spontaneità) con l'offerta di condizioni ambientali atte ad accelerare il processo di sviluppo. "occorre far riacquistare al fanciullo abitudini di disciplina senza mortificare la sua spontaneità" : ci deve essere creatività anche nell'accettazione delle norme e delle idee del gruppo. La disciplina coercitiva deve essere strumento di autonomia, a differenza della disciplina intesa da cattolici e fascisti che è perpetuazione di uno stato di minorità. A questo proposito si inserisce la critica dell'insegnamento della religione nelle scuole elementari prevista nella riforma Gentile : ciò mostra l'incapacità degli idealisti di sostituirsi ai cattolici nell'elaborazione di una cultura laica. Chiusa questa breve parentesi, riprendendo il tema della figura degli intellettuali e del ruolo del partito nell'educazione delle masse, infine, Gramsci critica una imposizione della cultura da parte di intellettuali estranei alla classe di lavoratori e ribadisce la necessità che sia questa stessa ad esprimere dal suo interno propri intellettuali, che quindi sono "organici" ad essa.


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