CONCEZIONE DELLA CULTURA E DELLA SCUOLA IN GRAMSCI

(abstract)

Tenendo conto delle sollecitazioni che provengono a Gramsci dalle esperienze personali, scandite dagli anni di frequenza della scuola successivamente a S.Lussurgiu, a Cagliari, a Torino, dalla formazione idealistica e dall'adesione ad un marxismo non deterministico, per finire con gli anni del carcere, si può notare in Gramsci , come fa rilevare Manacorda, una evoluzione della cultura e della scuola in cui viene valorizzato sia il momento soggettivo e quindi la libertà, la spontaneità e al creatività, con l'organizzazione oggettiva della scuola, che necessità di disciplina. Critica la scuola autoritaria e discriminante , classista, ribadita dalla riforma Gentile, soprattutto con la netta divisione fra scuola classica e professionale. Auspica quindi la formazione di una Scuola Unitaria formativa , che ritardi il momento della scelta, offerta a tutti i giovani, fra l'immissione nel mondo del lavoro, o la prosecuzione al mondo dell'università. Un contributo importante della scuola sarà inoltre di portare all'identità fra governanti e governati, e ciò esprime la convinzione dello stretto rapporto esistente tra educazione, società e politica, espresso anche dalla concezione di partito come " Intellettuale Collettivo". Pone infine l'accento sulla necessità di combinare libertà e disciplina come coercizione e come mezzo di formazione di un atteggiamento autonomo. A questo proposito si inserisce anche la critica all' insegnamento della religione.


SEMINARIO GRAMSCI