elementari di Ghilarza 1898/1903
ginnasio di Santulussurgiu 1905/1908
liceo di Cagliari 1908/1911
università di Torino 1911/1915
prima pagina
| SEMINARIO | GRAMSCI |

Giuseppe Fiori-Vita di Antonio Gramsci- Laterza
Pag 19
"A quel tempo Antonio frequentava a Ghilarza le elementari. La mamma, tenendo conto della sua precaria salute, ce lo aveva mandato che già era grandicello, a sette anni e mezzo, e perché non s'affaticasse riusciva a trovare il tempo di seguirlo negli studi.
"Mi è riapparso chiaramente [le scriverà Antonio dal carcere] il ricordo di quando ero in prima o in seconda elementare e tu mi correggevi i compiti ; ricordo perfettamente che non riuscivo mai a ricordare che "uccello" si scrive con due c e questo errore tu me lo hai corretto almeno dieci volte...Prima ci avevi insegnato molte poesie a memoria ; io ricordo ancora Rataplan e l'altra "Lungo i clivi della Loira / che qual nastro argentato / corre via per cento miglia / un bel suolo avventurato" ...Ricordo anche quanto ammirassi, dovevo avere quattro o cinque anni, la tua abilità nell'imitare sul tavolo il rullo del tamburo quando declamavi Rataplan"
In prima era andato a capitare in una classe di ben quarantanove alunni, col maestro Ignazio Corrias ; in seconda aveva un nuovo maestro, Celestino Baldussi ; ed in terza un altro ancora, Luigi Cossu. Era sempre il più bravo della classe : i voti oscillavano, in questi primi anni, tra il dieci e il nove.
"Il sistema di scuola che io ho seguito", sappiamo da una lettera, "era molto arretrato ; inoltre la quasi totalità dei miei condiscepolinon sapeva parlare l'italiano che molto male e stentatamente e ciò mi metteva in condizioni di superiorità, perché il maestro doveva tener conto della media degli allievi e il saper parlare correttamente l'italiano era già una circostanza che facilitava molte cose"
Ma a facilitare le cose contribuiva anche l'accanimento messo dal ragazzo nel divorare qualsiasi foglio stampato gli capitasse tra le mani. "Stava settimane senza farsi vedere", mi dice un suo compagno di giochi, Felle Toriggia, "e quando gliene chiedevo il motivo, rispondeva d'aver passato tutti quei giorni a leggere".
Pag 28/29/30
"Si era nell'estate dopo la seconda elementare di Antonio. I voti ottenuti in seconda (tre dieci, un nove, due otto ed un sette) non erano evidentemente tali da costituire testimonianza di qualità prodigiose. Ad ogni modo, senza essere il genio precoce raggigurato in tante pagine agiografiche, il piccolo Gramsci spiccava di gran lunga su tutti gli altri. Gli era venuta perciò l'idea di saltare un anno :
Avevo fatto la seconda classe elementare e avevo pensato di fare nel mese di novembre gli esami di proscioglimento, per passare alla quarta saltando la terza classe : ero persuaso di essere capace di tanto, ma quando mi presentati al direttore didattico per presentargli la domanda protocollare, mi senti fare a bruciapelo la domanda : "Ma conosci gli ottantaquattro articoli dello Statuto ?". Non ci avevo neanche pensato, a questi articoli : mi ero limitato a studiare le nozioni di "diritti e doveri del cittadini" contenute nel libro di testo. E fu per me un terribile monito, che mi impressionò tanto.....
Frequentò la terza regolarmente nell'anno scolastico 1900/1901. Poi in quarta ebbe per maestro il cavalier Pestro Sotgiu, che era appunto il direttore degli Ottantaquattro Articoli, e se la cavò collenzionando, nello scrutinio finale, undici dieci, un nove e due otto (in ginnastica ed in lavoro). Aveva undici anni......Quello di quinta elementare (1902/1903) doveva essere l'anno del suo primo trionfo scolastico. Ecco i voti : componimento dieci ; dettatura dieci ; aritmetica dieci nello scritto e nell'orale ; letteratura spiegata delle cose lette e nozioni grammaticali dieci ; storia e geografia dieci".
BIOGRAFIA | GRAMSCI |

Giuseppe Fiori-Vita di Antonio Gramsci- Laterza
pag 43/44
"Santulussurgiu dista da Ghilarza diciotto chilometri....
"Antonio Gramsci lo ricorda come "un piccolo ginnasio in verità molto scalcinato", "un piccolo ginnasio in cui tre sedicenti professori sbrigavano, con molta faccia tosta, tutto l'insegnamento delle cinque classi". Andando a consultare i registri dove sono verbalizzate le sedute del consiglio d'amministrazione dell'istituto, si scopre che il giudizio non pecca di eccessiva severità, ed anzi molte sono le testimonianze dirette anche più gravi"
"Io avevo spiccatissime tendenze per le scienze
esatte e per la matematica, da ragazzo. Le ho perdute durante
gli studi ginnasiali, perché non ho avuto insegnanti che
valessero un poco più di un fico secco."(lettera dal
carcere... )
pag 46
Antonio veniva a Santulussurgiu il lunedi mattina
su un carrozzone con quattro cavalli , due tra le stanghe e due
liberi dietro per il cambio a metà percorso ; tornava
a Ghilarza il sabato, qualche volta a piedi, e magari con rischio,
essendo quella zona, allora non meno d'oggi, teatro d'operazioni
di banditi.
Pag 49
Nino andò a Oristano a prendersi la licenza ginnasiale. Era l'estate del 1908; aveva diciassette anni e mezzo. Non poteva certo aspettarsi , dopo i due anni di preparazione privata a Ghilarza e gli avventurosi anni ginnasiali a Santulussurgiu, un esito particolarmente brillante. In luglio, due materie, matematica e scienze, neanche le diede. L'esame nella terza materia inegnata a Santulussurgiu dall'ingegnere, il francese, si risolse in una catastrofe : il voto fu tre. Riscosse invece voti tranquilli in tutto il resto (darà a settembre, e sarà promosso, il solo francese e le due materie rinviate). Prese dunque a luglio sei nello scritto d'italiano e sette nell'orale, sei nelle due versioni di latino e sette nell'orale, sette in geografiae, cosa pacifica otto in storia. Ben da parecchio, le sue letture fuori dai libri scolastici erano in prevalenza orientate alla storia. Ricorderà la sua passione di ragazzo in una lettera al figlio Delio :
Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me
quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini
viventi, e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più
uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto
si riuniscono tra loro in società e lavorano e lottano
e migliorano se stessi, non può piacerti più di
ogni altra cosa."
BIOGRAFIA | GRAMSCI |

Antonio Gramsci si trasferisce con il fratello Gennaro a Cagliari alla fine del 1908. Conclude gli studi liceali nel 1911.
Giuseppe Fiori - Vita di Antonio Gramsci - U.
Laterza
Pag 60/61
"Esordì al liceo con qualche
incertezza. Scrisse al padre nel gennaio del 1909 :
Ho saputo finalmente le medie del trimestre ; certo sarebbero dovute essere diverse ma non è colpa mia ; perché , come forse ti avrà scritto Nannaro, son rimasto tre giorni fuori di scuola per non aver portato il diploma proprio nei giorni degli esami trimestrali ; in modo che in storia naturale non ho avuto voto, e in storia 5 ; il professore mi ha anche dato una ramanzina, ma io non ne avevo colpa....Ma del resto, me l'ho cavata benino; perché in storia naturale bastano i due voti del 2° e 3° trimestre, e in storia sarebbe bella che non rimediassi. Ecco i voti : italiano 6/7 [in realtà il voto nell'italino orale era 8 e non 7, come trascritto da Gramsci] latino 6-7/7 ; greco 6/7 ; filosofia 6 ; matematica6 ; chimica 8. Come vedi ho avuto punti discreti , e devi contare che questo è il primo trimestre, e da Santulussurgio non venivo con la migliore preparazione, specialmente in latino, greco e matematica.
Già questa lettera , così ospitale
di cadenze e di strutture sintattiche dialettali e stilisticamente
zoppa anche rispetto a lettere del periodo immediatamente successivo,
sembra testimoniare delle non buone condizioni di partenza del
giovane Gramsci dopo i cinque anni di studi ginnasili decisamente
avventurosi, i primi due in privato a Ghilarza e gli ultimi tre
nel Ginnasio Carta-Meloni di Santulussurgiu. Antonio aveva però
doti di recupero davvero notevoli. Nel secondo trimestre corresse
il cinque di storia in sette, e in storia naturale
il voto era adesso sei. Ebbe infine la promozione a giugno con
una pagella quasi tutta sul sei, meno due sette in latino e un
otto in italiano orale. Segno che, in questo primo anno di liceo,
i vuoti della preparazione ginnasiale erano in qualche misura
colmati."
pag 78/79
"Nello scrutinio di licenza liceale,
Gramsci ebbe in italiano scritto, dal professore Arulloni, nove.
Anche gli altri voti, compresi quelli nelle materie scientifiche,
furono soddisfacenti.
Racconta Gramsci :
Dopo il primo anno di liceo, non ho più studiato matematica, ma ho scelto il greco (allora c'era l'opzione) ; però in terzo anno di liceo ho dimostrato improvvisamente di aver conservato una <<capacità>> notevole. Succedeva allora che in terzo anno di liceo bisognava, per studiare la fisica, conoscere gli elementi di matematica che gli alunni che avevano optato per il greco non avevano l'obligo di sapere. Il professore di fisica, che era molto distinto [Francesco Maccarone, socialista e amico di Gennaro Gramsci] si divertiva un mondo a metterci in imbarazzo. Nell'ultimo interrogatorio del terzo trimestre, mi propose delle questioni di fisica legate alla matematica, dicendomi che dalla esposizione che avrei fatto sarebbe dipesa la media annuale e quindi il passaggio di licenza con o senza esame : si divertiva molto a vedermi alla lavagna, dove mi lasciò tutto il tempo che volli. Ebbene, rimasi mezz'ora alla lavagna, mi imbiancai di gesso dai capelli alle scarpe, tentati, ritentai, scrissi, cancellai, ma finalmente <<inventai>> una dimostrazione che fu accolta dal professore come ottima, quantunque non esistessse in nessun trattato. Questo professore -conclude Gramsci- conosceva mio fratello maggiore, a Cagliari, e mi tormentò con le sue risate ancora per tutto il tempo della scuola : mi chiamava il fisico grecizzante.
A parte il nove nello scritto d'italiano,
Antonio Gramsci concluse gli studi liceali, alla prima sessione,
con otto in tutte le materie."
BIOGRAFIA | GRAMSCI |

Nel 1911 Gramsci si reca a Torino per frequentare l'università.
Giuseppe Fiori - Vita di Antonio Gramsci - Laterza
pag 85
"Mi vedo costretto - implorava- a
pregarti di mandarmi senza fallo, prima della fine del mese, le
20 lire che mi avevi promesso : questo mese ho preso al Collegio
solo 62 lire, delle quali ho dato 40 alla padrona di casa per
l'anticipo e 40 dovrò dare per il saldo. Passerò
già Natale molto magro e non vorrei renderlo ancora più
squallido con la prospettiva di un vagabondaggio attraverso Torino
in cerca di uno stamburgio, con questo po' di freddo. Credevo
questo mese di potermi far fare il paltò, perché
Nannaro mi ha mandato 10 lire. Invece dovrò aspettare ancora
chissà quanto : e credi pure che è un bell'affare
uscire di casa e attraversare la città coi brividi e poi
al ritorno trovare una stanza fredda e non potersi riscaldare,
ma dover rimanere per un paio d'ore ancora coi brividi. Se avessi
saputo, credi pure che non sarei venuto a nessun costo a cacciarmi
in questo ghiacciaio : e il peggio si è che la preoccupazione
del freddo non mi permette di studiare, perché o passeggio
nella camera per riscaldarmi i piedi oppure devo stare imbacuccato
perché non riesco a sostenere la prima gelata. (lettera)
I soldi chiesti arrivarono il giorno di Capodanno.......
In queste condizioni, malnutrito, amareggiato da una solitudine che mai era stata così pungente, e col cervello a pezzi per l'esaurimento. Gramsci studiava. Ricorderà :
Passai l'inverno senza soprabito, con un abitino
da mezza stagione buono per Cagliari. Verso il marzo 1912 ero
ridotto tanto male che non parlai più per qualche mese :
nel parlare sbagliavo le parole. Per di più abitavo proprio
sulle rive della Dora, e la nebbia gelata mi distruggeva"
pag 92/93
"Studiava per i primi esami. Era esaurito. Aveva scritto a casa il 14 marzo [1912] :
Non posso scrivere più perché da un paio di giorni mi sento un po' male e non ho voglia di far nulla, e non posso pensare a nulla : non vedo l'ora di venir costì per riposarmi un po' e vedere se mi passa questo maledettissimo dolor di capo che mi tormenta giorno e notte e non mi lascia né studiare né dormire, cosicchè non posso dire davvero di fare una vita allegra.
..... non si sentì ......di sostenere alcun esame.....
Il 4 novembre del 1912 diede l'esame di geografia,
prendendo trenta ; poi l'esame di grammatica greca
e latina, e il voto fu ventisette ; e ancora il 12
novembre l'esame di glottologia : ebbe dal Bàrtoli
trenta e lode."
pag 104-106
Tornato a Torino ai primi di novembre del '13 per il terzo anno d'università, Antonio Gramsci aveva ancora da sostenere tutti gli esami del secondo.
.......Scrisse al padre :
"Ti scrivo con la rabbia e con la disperazione in cuore : oggi è stata una giornata di cui mi ricorderò per un pezzo, e che purtroppo non è ancora finita. E' inutile, mi sono accanito da un mese a questa parte e con rabbia in questi ultimi giorni, ma ormai, dopo una crisi lacerante, ho deciso : non voglio aggravare ancora le mie condizioni : e non voglio perdere del tutto ciò che posso ancora conservare. Non do gli esami, perché sono mezzo matto, o mezzo stupido, o stupido del tutto, non so ancora bene, non do gli esami per non perdere il Collegio, per non essere rovinato del tutto...Caro papà, in un mese che studio e mi accanisco non ho ottenuto che di farmi venire le vertigini e di farmi ritornare, straziante, il mal di capo, e una forma di anemia cerebrale che mi toglie la memoria, che mi devasta il cervello, che mi fa impazzire ora per ora, senza che riesca a trovare requie né passeggiando né disteso sul letto, né disteso per terra a rotolarmi in certi momenti come un furibondo...Ieri la padrona di casa ha fatto venire un medico, che mi ha fatto un'iniezione di calmante : ora prendo l'oppio, ma si. Oltre il tremito che mi rimane, c'è l'idea assilante della rovina che mi para dinanzi senza scampo. Un compagno mi ha convinto : e vedrò se riuscirò a ottenere qualcosa : presenterò un certificato medico, e può darsi che la commissione dei professori decida di lasciarmi la borsa e che mi conceda di dare gli esami a marzo.
Gli fu concesso.....il 28 marzo 1914 diede l'esame
di filosofia morale, prendendo venticinque ; poi il
2 aprile diede il biennale di storia moderna (ventisette
di voto)...Il 18 aprile potè mettersi in regola superando
il biennale di letteratura greca con ventiquattro.
pag 113-115
Nella sessione autunnale del terzo anno
universitario, potè dare un solo esame : il biennale
di letteratura neolatina l'11 novembre del 1914 (ventisette di
voto). Per mantenersi in regola e conservare il diritto a riscuotere
la borsa di studio doveva sostenere anche gli esami di letteratura
italiana e latina triennali e di sanscrito. Non si presentò.
E nella seduta del 19 dicembre il Consiglio direttivo del Collegio
delle Province, pur tenendo conto, sappiamo dal verbale, "della
dichiarazione fatta dal professor Bartoli alla presidenza, che
cioè il giovane va periodicamente soggetto a crisi nervose
che gli impediscono di attendere con la dovuta alacrità
agli studi", deliberò di privarlo della pensione
per quattro mesi......
"Ho lavorato forse troppo, più di
quanto le mie forze me lo permettessero", scriverà
alla sorella Grazietta. "Ho lavorato per vivere, mentre
per vivere avrei dovuto riposare, avrei dovuto divertirmi. Forse
in due anni non ho riso mai, come non ho pianto mai. Ho cercato
di vincere la debolezza fisica lavorando, e mi sono indebolito
di più"......E tuttavia continuava a studiare,
per la scuola e per sé : non s'era arreso. Il 13 aprile
1915 diede ancora un esame, il triennale di letteratura italiana
( e fu l'ultimo : il suo "garzonato universitario"
si interuppe qui)."
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