Nasce ad Ales (Oristano)
il 22/1/1891; vive un'infanzia funestata dall'incarcerazione del
padre
(per un atto di "giustizia trafficata" in seguito alle
elezioni del marzo 1897), dalle conseguenti difficoltà
economiche che non lo abbandoneranno per molto tempo, e da una
caduta che poco dopo sarà forse la causa di una malformazione
irreversibile alla colonna vertebrale. Ma col procedere dell'indebolimento
fisico tenderà a diventare"tutto cervello",quel
cervello che Mussolini cercherà di far smettere di funzionare.
Come attestano le numerose LETTERE, ha sentito in maniera molto
intensa i legami familiari e con la terra d'origine,così
come verso la sua compagna Julka Schucht, conosciuta a Mosca nel
'22, e da cui ebbe due figli ; con lei vive momenti molto felici
ma gliene deriva anche una grande sofferenza quando in carcere,
isolato politicamente e dagli amici non riceve più notizie
da lei se non raramente e in maniera contraddittoria. Dopo aver
frequentato le elementari a Ghilarza
e un Ginnasio "molto scalcinato" a Santu Lussurgiu
,
a 18 anni nel 1908,
si
reca a Cagliari per frequentare il Liceo "Dettori",
in cui si diploma con 9 in Italiano e 8 in tutte le altre materie
.
Fa in questi anni le prime esperienze di giornalismo come corrispondente
dell' "Unione Sarda" e legge il meridionalista Salvemini.
Si trasferisce quindi a Torino per frequentare l'Università
,
grazie a una borsa di studio per studenti poveri che vince in
regolare concorso: 9° Gramsci, 2° Togliatti, vengono
entrambi dalla Sardegna e da allora inizia la loro amicizia. Le
privazioni, la denutrizione, il freddo gli procurano un esaurimento
fisico, ma non gli spengono la curiosità intellettuale.
Fa amicizia con Tasca, l'unico dell'ambiente studentesco ad avere
interessi politici, e con Terracini. Nel 1919 fonderanno insieme
il settimanale (e dal gennaio 1921 quotidiano) "ORDINE
NUOVO".
E'attento a Croce, perchè antipositivista e quindi antideterminista
e proverà per lui sempre grande ammirazione per l'importanza
data alla sovrastruttura, alla cultura, nel rapporto dialettico
con la struttura economica, che in Gramsci diventerà esaltazione
del ruolo dell'Intellettuale . Lasciata l'Università nel
'15,segue con passione gli scioperi contro la guerra e si dedica
al giornalismo da socialista, ma non firma gli articoli. "La
timidità spingeva sempre Gramsci a vivere impersonalmente",
annota P.P.Pasolini, ma era solo ripugnanza per le forme
esteriori. Il suo idealismo giovanile si esprime col rifiuto del
determinismo positivista proprio della "pseudo-scienza",
ma anche del riformismo e del massimalismo socialista della II-Internazionale,
e con l'esaltazione del volontarismo dei Bolscevichi e della soggettività
(La rivoluzione contro il capitale, 1918). Si nota già
l'antidogmatismo nei confronti del Marxismo, che rimarrà
uno dei tratti tipici del suo pensiero fino alla morte. Le notizie
che arrivano della rivoluzione russa sono difficili da capire,
ma già a partire dai moti del '17 a Torino: bisogna fare
come in Russia! In Gramsci c'era stato il passaggio dal modo di
vivere e di pensare "da villaggio" all'orizzonte nazionale,
al suo superamento e al suo confronto coi modi europei; si era
integrato nella cultura nazionale senza ripudiare l'esperienza
sarda, aveva collegato la cultura italiana a quella europea e
"al farsi della rivoluzione leninista", consapevole
dei "dati autonomi", tipici della realtà nazionale
italiana. In occasione dell'occupazione delle fabbriche del '20
il gruppo di "Ordine nuovo" riesce ad orientare le lotte
della classe operaia torinese: considera le Commissioni interne
presenti nella fabbrica l'embrione della democrazia consiliare,
dei soviet, come autogoverno dei produttori, e quindi del governo
operaio. La sconfitta lo fa riflettere sulla necessità
del Partito per dirigere i movimenti sociali; isolato nel partito,
in contrasto con Bordiga, Tasca, Terracini e Togliatti sui Consigli
di fabbrica, sul partito rivoluzionario, sull'atteggiamento dei
Socialisti, è convinto che "la fase attuale della
lotta di classe in Italia è la fase che precede: o la conquista
del potere da parte del proletariato rivoluzionario...o una tremenda
reazione da parte della classe proprietaria assieme alla classe
governativa e nessuna violenza sarà trascurata" (profezia
della reazione fascista). Al Congresso di Livorno del 1921 c'è
la rottura coi Socialisti riformisti e la costituzione del P.C.d'I,
anche dietro invito dell'Internazionale ad espellere dal partito
socialista i riformisti. Intanto numerosi sono gli arresti nel
P.C.d'I., tanto da disgregare il vecchio gruppo di "Ordine
nuovo"e lo stesso gruppo dirigente del partito, già
lacerato da forti contrasti interni e, sotto la direzione di Bordiga,
molto restio a seguire le direttive dell'Internazionale che arriva
a sostituirlo d'autorità alla direzione del partito con
Gramsci, l'uomo del "dialogo". A febbraio del'24 esce
il primo numero de"L'Unità" e a maggio Gramsci
viene eletto deputato in Veneto e gode pertanto dell'immunità
parlamentare: ciò gli permetterà di continuare ad
agire e pensare nei tragici momenti della crisi Matteotti, dell'Aventino,
delle "leggi fascistissime". Scrive un Saggio sulla
Questione meridionale, tema che sarà oggetto di ulteriore
meditazione nel CARCERE. Viene infatti arrestato nel novembre
del '26,all'uscita dalla Camera, nonostante l'immunità
parlamentare. In carcere chiede tutto ciò di cui la legge
gli riconosce il diritto come prigioniero politico: calamaio,
penna, libri, vivere da solo in cella...ma non cerca nessuna agevolazione.
Fra confini, traduzioni lunghe ed estenuanti per essere processato
e condannato a venti anni di carcere la sua salute peggiora costantemente:
una visita medica chiesta a Mussolini dalla sorella Teresina gli
diagnostica una paradontite espulsiva che gli ha fatto perdere
tutti i denti, disturbi uricemici, esaurimento nervoso...A Turi
sta molto male anche per i forti rumori che gli impediscono di
riposare. Nel febbraio del '29 riceve l'occorrente per lavorare
e afferma di voler fare qualcosa che lo assorba e centralizzi
la sua vita esteriore, un'opera "per l'eternità":
ecco i 32 QUADERNI, di cui 21 scritti a Turi e gli altri presso
la clinica di Cusumano a Formia.
I Quaderni sono un'opera di investigazione nella complessa realtà
storica italiana e di elaborazione teorica che appare in genere
frammentaria, essendo costituita da note scritte fra mille difficoltà
(i libri che chiede arrivano in maniera molto irregolare...),
in attesa di una sistemazione organica...una volta fuori dal carcere!
C'e una struttura reticolare o a spirale, con continui rimandi
tematici e aggiustamenti progressivi, ma con, forse, un'idea centrale:
è necessario costituire, per instaurare il Socialismo,
una nuova alleanza di classe, un NUOVO BLOCCO di OPERAI e CONTADINI
(riconosce la realtà sarda nella questione meridionale,
ha contatti con Emilio Lussu, leader del partito sardo d'azione),
grazie a una nuova figura di INTELLETTUALE, ORGANICO al proletariato,
che stacchi i contadini dai proprietari terrieri, da cui sono
stati sempre soggiogati, sorga dalle masse e che, pur rimanendo
a contatto con esse, ne divenga "le stecche del busto"
e attui la diffusione della nuova concezione proletaria della
vita e diriga e solleciti la classe lavoratrice come PARTITO,
come vero INTELLETTUALE COLLETTIVO, MODERNO PRINCIPE (studia Machiavelli):
è il moderno partito di massa, a cui è affidata
la riforma intellettuale e morale della società e che svilupperà
la volontà collettiva in senso nazional-popolare, grazie
alla produzione di un LARGO CONSENSO alla "weltanschauung"
proletaria. Questo consenso è necessario perchè
un gruppo sociale sia dirigente, EGEMONE nella società
civile per potere POI conquistare e mantenere il potere e divenire
così DOMINANTE. E' dallo studio preliminare della storia
d'Italia e del ruolo di intellettuali come B.Croce che Gramsci
trae la convinzione che il proletariato possa diventare classe
dominante, sottomettendo i gruppi capitalistici, solo se sarà
diventata già dirigente, cioè se prima e dopo la
conquista del potere convincerà alla causa del Socialismo
TUTTI i gruppi antagonisti. Ritiene che sia questa la via al Socialismo
che si adatta meglio alla realtà storica e culturale italiana,
secondo una interpretazione non meccanicistica di Marx La meditazione
sugli intellettuali e sulla loro funzione nella storia d'Italia
lo porta a studiare più da vicino il Risorgimento e ad
analizzare i rapporti fra Letteratura e vita nazionale. Il Risorgimento
gli appare come il trionfo dei"Moderati" di Cavour sulle
rivendicazioni popolari, soprattutto contadine, come una rivoluzione
agraria mancata , per l'assenza o la debolezza di una tradizione
"giacobina" italiana. Al tema del BLOCCO STORICO, degli
INTELLETTUALI e dell'EGEMONIA è legato quello della QUESTIONE
MERIDIONALE: su questo argomento i Quaderni sviluppano temi già
espressi nel saggio giovanile. Dopo aver aderito in gioventù
al sardismo indipendentista, contrario ai CONTINENTALI tutti,
l'adesione al Socialismo gli fa distinguere come nemici solo i
padroni delle fabbriche protette, giacchè il protezionismo
viene visto come "l'ulcera dell'economia meridionale".E'
contrario alle leggi speciali come strumento di soluzione dei
problemi del Mezzogiorno e afferma che potranno essere risolti
solo se li si affronterà come questioni nazionali. Dopo
la "crisi di fine secolo" si era affermato con Giolitti
il blocco capitalisti-operai,con il P.S.I. in posizione strumentale
e con la successiva ricerca dell'alleanza coi cattolici (Vaticano)
e quindi coi contadini. A partire da questa situazione, per Gramsci,
compito primo della classe operaia è isolare la borghesia,
costituendo l'alleanza operai-contadini, con la CLASSE OPERAIA
DIRIGENTE E DOMINANTE, incorporando cioè le esigenze di
contadini e cattolici nel programma della rivoluzione proletaria.
Sarà il NUOVO INTELLETTUALE a rompere il blocco agrario
tradizionale, attuando in chiave rivoluzionaria il ruolo già
intrapreso dai meridionalisti tradizionali come Fortunato e Dorso
e favorendo quel vasto consenso che Gramsci riconosce a Croce
di aver saputo creare nei confronti della borghesia. Nel '31 ha
la prima emottisi e due anni dopo una crisi quasi mortale. Grazie
all'attivià a Roma di Tatiana Schucht,sorella della moglie
Giulia, e a quella del prof. Sraffa viene organizzato dagli antifascisti
un Comitato internazionale per la salvezza di Gramsci. Nonostante
le forti pressioni, il governo fascista gli concede solo il
trasferimento al carcere-ospedale di Formia e poi alla clinica
Quisisana di Roma, dove Gramsci muore il 27/4/1937. Le sue ceneri
sono conservate nel cimitero inglese di Roma.
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