Coveney-Highfield - LA FRECCIA DEL TEMPO - Rizzoli.
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Duino, 5 settembre 1906
Nonostante il suo aspetto esteriore (era un pezzo d'uomo con una formidabile
barba), Boltzmann aveva un temperamento mite e indifeso. Era sovraffaticato e
in cattivo stato di salute. All'età di sessantadue anni, aveva quasi
completamente perduto la vista e soffriva di atroci mal di testa. I violenti
e disordinati sbalzi di umore lo avevano portato sull'orlo della disperazione,
fino al ricovero in un ospizio nei pressi di Monaco. La minima irritazione
poteva gettarlo nell'angoscia più profonda, come avvenne - quel giorno - in
seguito all'insistenza della moglie, che volle ritardare il ritorno a Vienna
per portare in tintoria l'abito del marito.
La signora Boltzmann prese con sè il vestito e andò con la figlia a fare il
bagno nella baia di Sistiana. Fu allora che il marito compì l'ultimo,
irreversibile, gesto della sua vita. Legò un corto pezzo di corda alla
traversa del telaio di una finestra, si passò un nodo scorsoio intorno al
collo e, nella solitudine della sua camera di affitto, si impiccò. La figlia
Elsa, al ritorno dalla spiaggia, lo trovò cadavere.
Il suicidio di Boltzmann è uno degli esempi più clamorosi del modo in cui il
tempo schernisce e sconfigge coloro che cercano di svelarne i misteri.
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