Una macchina termica è un dispositivo che permette di ottenere lavoro
meccanico, utilizzando il calore ottenuto da una sorgente calda. In figura
abbiamo lo schema di funzionamento di una generica macchina termica. La
macchina riceve, ad ogni ciclo, la quantità di calore Q2 prodotta da
una sorgente calda (alla temperatura di T2 gradi Kelvin); questa
quantità di calore viene in parte trasformata in lavoro meccanico L e,
per la parte rimanente, viene dissipata nel refrigerante (alla temperatura di
T1 gradi Kelvin).Il principio di conservazione dell'energia (il I principio della termodinamica) ci dice che: L=Q2-Q1. Il rendimento di una macchina termica è il rapporto tra il lavoro prodotto dalla macchina (L) e il calore consumato (Q2), quindi: ![]() Da questa relazione si capisce che il rendimento potrebbe essere uguale ad 1 solamente a patto che Q1=0; questa condizione equivarrebbe alla completa trasformazione del calore Q2 in lavoro L senza alcuna dissipazione nel refrigerante: insomma, se la sorgente calda produce 1000 cal, la macchina ci restituisce 4186 J. Ci piacerebbe! Chi, per primo e più di ogni altro, si occupò del rendimento delle macchine termiche fu Sadi Carnot (1796-1832). Carnot, quando ancora la teoria del "calorico" non era stata abbandonata, nel 1824 pubblicò la sua analisi teorica delle macchine termiche. Il risultato più importante del suo lavoro è quello che oggi chiamiamo Teorema di Carnot, eccolo: ![]() dove il segno = vale per macchine ideali, il segno < per macchine reali. Questa relazione dice molte cose:
|
Prima pagina